giovedì 21 giugno 2012

Il sottosegretario Carlo De Stefano e le armi sportive


Già dal 19 giugno sul sito internet del ministero dell'interno erano apparse le dichiarazioni del sottosegretario Carlo De Stefano sulla risoluzione delle "problematiche" sorte con l'abolizione del catalogo. Si tratta di frasi tra il farneticante e l'esilarante, che sicuramente meritano un commento puntuale.

Da subito il titolo la dice lunga: "De Stefano: sulle armi colmato vuoto normativo".
Vuoto normativo? Di che vuoto stiamo parlando? La situazione è tornata ad essere tale e quale a come era prima del 1979, anno di entrata in funzione del catalogo, ed assolutamente in linea con tutti gli altri Paesi d'Europa e del mondo. In nessuno dei quali è mai stato istituito un abominio simile al catalogo.

"L’abolizione del Catalogo nazionale delle armi aveva creato alcune difficoltà e disorientato gli operatori del settore, facendo temere un’incontrollata diffusione di armi sul territorio."
Ad essere sinceri l'abolizione del catalogo non aveva creato assolutamente nessuna difficoltà, anzi, aveva eliminato un inutile ostacolo burocratico alle imprese del settore, le quali erano assolutamente entusiaste della "novità", altro che disorientate! I costi vivi di gestione del catalogo erano stimati in circa 20 milioni annui, senza contare i costi che causava alle imprese in termini di perdita di tempo e difficoltà varie. Senza contare le assurdità affermate dalla commissione ed i rifiuti di catalogazione in palese violazione della Legge. Senza contare le intromissioni del ministero nel mercato, in favore degli amici ed in danno di tutti gli altri, utenti finali inclusi.

"Con il decreto legge sulle armi, approvato il 15 giugno scorso dal Consiglio dei ministri, ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano, è stata delineata una disciplina che colma quel vuoto normativo."
Con il decreto legge, redatto di nascosto e nel segreto più assoluto, non quello normativo è stato colmato, ma il vuoto posteriore di un gran numero di Cittadini italiani che con le loro tasse pagano lo stipendio ai cialtroni ministeriali ed ai governanti che gli danno retta.

"Il Banco nazionale di prova, un ente di diritto pubblico specializzato in materia, eserciterà ulteriori compiti di verifica."
Il sig. sottosegretario ha dimenticato una parola: privato. Il BNP è un ente privato di diritto pubblico e tale particolare potrebbe far nascere dei dubbi circa la legittimità della norma.

"Valuterà la qualità di arma comune da sparo, compresa quella destinata ad uso sportivo, e la dichiarazione resa dall’interessato."
Siamo grati al BNP per la sua nuova utilità (sarà forse dovuta al fatto che ultimamente ha fatturato meno degli anni scorsi?), ma la qualità di arma comune da sparo deriva della Legge e non ha bisogno di nessuna valutazione, né tanto meno del parere della commissione.

"In questo modo sarà potenziata l’azione di prevenzione e di contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo e, nello stesso tempo, saranno soddisfatte le aspettative di un importante settore produttivo."
Ma che... sciocchezze. Aumentare il carico burocratico sulle spalle di imprese e Cittadini supercontrollati contrasterebbe la criminalità? Vuole sembrare così "ingenuo" da credere che i mafiosi chiedano le licenze di importazione per le loro armi da guerra e che le facciano pure passare per il BNP? Ma per favore... Quanto alle aspettative di un settore produttivo importante, si può ben dire che siano state distrutte, altro che soddisfatte.

"Oltre alla certezza giuridica, ha dichiarato il sottosegretario, tale meccanismo di accertamento garantisce maggior sicurezza per la collettività."
Scemenza riepilogativa finale.

Si tratta insomma di un provvedimento che complicherà la vita a migliaia di persone, preparato alle loro spalle (dove poi d'altronde lo dovranno "recepire"), che causerà danni enormi alle imprese e che, per contro, non ha nessun rilievo sulla Sicurezza Pubblica. Ma che senza pudore vogliono a tutti i costi spacciare come utile e necessario. Ed hanno campo libero, considerato che il cittadino medio era rimasto in allarme per la cancellazione del "censimento delle armi" propagandata dai nostri illustri giornali degni del terzo mondo.
E purtroppo non siamo né banchieri né sindacalisti, quindi come viene lo dobbiamo prendere! Sperando in questi 60 giorni di riuscire a muovere qualcosa.

L'invito non può essere che a ricoprirli di... osservazioni. Garbate osservazioni.

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